Quando la copertina fa il disco

Volendo parlare di temi più squisitamente grafici, è da un po’ che penso ad un’espressione artistica precisa che combina tutta una serie di elementi eterogenei tra loro e che è molto più determinante di quanto si possa credere: le copertine dei dischi.

Never judge a book by its cover, dice il detto, ma in effetti ci sono casi in cui la copertina l’ha fatta davvero da padrone, tanto da modificare il nome stesso del disco nella conoscenza popolare. Mi riferisco a due casi emblematici, uguali eppure speculari, il Black Album dei Metallica e il White Album dei Beatles.

Entrambi questi album hanno in realtà un altro titolo, Metallica e The Beatles, molto semplicemente, pur non trattandosi dei dischi di esordio, ma data l’incredibile forza delle loro, apparentemente banali copertine, hanno assunto la famosa dicitura a.k.a. (also known as = anche conosciuto come). Googolare per credere.

Ma andiamo nel dettaglio dei singoli album.

White Album. The Beatles.

(Intanto fate andare Happiness is a warm gun)

 

 

Inialmente il titolo doveva essere The Doll’s house, dal testo di Ibsen, ma battuti sul tempo dai Family che esordivano nel 1968 con Music in a doll’s house, chiesero aiuta all’artista inglese Richard Hamilton, che in risposta alla ricchissima copertina del precedente album, Sgt. Pepper’s, propose il minimal assoluto di una copertina bianca, con il nome The Beatles in rilievo.

Come sappiamo la proposta fu approvata. Da subito ed ancora oggi quell’album è conosciuto come White album o Doppio bianco.

Grande Richard, direi.

Black album. Metallica 

(Di accompagnamento Enter Sandman)

 

 

Album del 1991 che segna il grande successo dei Metallica, pare scontentando molti dei loro fans a causa delle nuove sonorità. La copertina è completamente nera salvo il logo del gruppo e il serpente della Gadsden flag, in toni di grigio tali da essere visibili controluce. Anche il titolo di questo album è stato in gestazione, si pensava di chiamarlo Five, essendo il quinto, ma poi si è scelto di chiamarlo Metallica, con il preciso intento to keep it simple ed è anche forte e chiaro il richiamo al su citato White Album.

Stesso destino quindi. Il quinto album dei Metallica, Metallica, è conosciuto ai più come The Black Album.

Non sono affatto convinta dell’autenticità della citazione, ma voglio comunque condividere questo dialogo che avrebbe dato vita alla nostra copertina:

 

Metallica artwork meeting, 1991:
James Hetfield: “What about an all black album cover guys!. How ‘metal’ is that, huh!”
Lars Ulrich: “What about an all black album cover with a snake! That’s even metaller!”
Kirk Hammett: “Uhm”
Jason Newstead: “You’re all idiots”
Lars & James: “Excellent, so it’s agreed!”

Quindi grafici, attenti a quello che vi salta in mente quando create copertine, potreste essere determinanti.

 

Leaver a comment